Diversi punti di vista sulla Realtà – Parte 2

Cosa ci hanno tramandato le antiche civiltà e cosa insegnano i testi esoterici

Ultima revisione: sabato 30 marzo 2024

Tra parentesi, in effetti l’anticristo e le forze oppositrici all’evoluzione della coscienza umana esistono davvero e hanno una propria funzione evolutiva, che è appunto fare in modo che noi esseri umani ci sforziamo di accogliere le forze spirituali evolutive e di esercitare le facoltà intellettuali-animiche nel modo più giusto. Inoltre la fine del Mondo ci sarà inevitabilmente, tra milioni di anni, con l’estinguersi del sole, ma entro quella data il corpo umano dovrà subire cambiamenti che oggi sono inimmaginabili. Noi non moriremo mai. O meglio la nostra anima, la nostra scintilla divina con cui dobbiamo identificarci non può morire. Noi intesi come personalità (aspetto fisico, nome, cognome, nazionalità, professione, sesso, ceto sociale, etc..) invece sì, purtroppo, ma la buona notizia è che noi non siamo questo, questa è solo una maschera che ci consente di fare esperienza nel mondo materiale ed acquisire coscienza di esistere. La nostra persona attuale è temporanea, e se ci identifichiamo integralmente con questa, cioè se siamo convinti di essere solo questo, allora ha ragione la religione Cattolica a dire che abbiamo a disposizione una sola vita e che la reincarnazione non esiste. Vedremo, in altri articoli, che c’è un motivo anche per questa presa di posizione della religione cattolica. Fa tutto parte del piano evolutivo.

La coscienza dell'attomo, Alice Bailey

Tornando al filo del discorso, scomporre un problema complesso in sottoproblemi più semplici da capire e risolvere è una procedura indispensabile. Il principo dìvide et ìmpera è molto noto e utilizzato da noi informatici (di professione faccio il programmatore da oltre venti anni). E, siccome l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza del Creatore, non c’è da meravigliarsi che anche la creazione sia opera di una moltitudine di entità differenti, appartenenti a diverse gerarchie, ciascuna con un suo compito specifico, motivo per cui l’Universo, pur essendo la manifestazione di un’unica relatà spirituale indifferenziata, ci appare così diversificato.

Ho anche accennato a quali sono i meccanismi per cui nascono i conflitti di idee. A questo punto sarebbe interessante capire per quale motivo ci sentiamo spinti verso l’unificazione dei concetti, ma prima di azzardare una risposta è giusto premettere che ritengo assurdo che un meccanismo così complesso come l’Universo si sia creato da solo, per caso: vorrebbe dire che la materia, nata ad un certo punto, forse col Big Bang (la teoria del Big Bang non è l’unica teoria sulla nascita dell’Universo, anche se attualmente rimane quella ufficiale), è intelligente di per sé e sapeva già dall’inizio dei tempi che doveva avere certe proprietà per potersi in seguito organizzare in atomi, molecole e corpi via via sempre più complessi fino a generare le prime cellule viventi e via di seguito. Detto in questi termini sembrerebbe una barzelletta, ma in effetti l’atomo è un centro di forza vibrante che manifesta una elementare capacità di discernimento per mezzo delle forze elettromagnetiche attrattive e repulsive che vi hanno luogo 1, perciò sembrerebbe proprio che anche l’atomo abbia un principio di mente. Ma un conto è dire che la materia È intelligente, un altro è dire che la materia manifesta una Mente pre-esistente che vuole creare ed è consapevole di quali forze mettere in gioco per farlo.

L'iniziazione, Rudolph Steiner

Questa interpretazione alternativa ed innumerevoli altre conoscenze ci sono state tramandate dai Veda dell’Induismo. La storia dei Veda è veramente affascinante, ma per poterla considerare anche vera bisogna prima convincersi2 del fatto che i primissimi Spiriti Umani erano incarnati in corpi più eterici dei nostri, con sensi adatti a percepire la realtà eterica, tutt’ora presente ma completamente invisibile ai nostri cinque sensi, fatti per percepire la realtà fisica. In pratica, fino ad una certa epoca e poi via via sempre meno, gli uomini potevano percepire le entità che oggi chiamiamo, usando la terminologia cristiana, Angeli, Arcangeli, e altri Spiriti superiori, allo stesso modo di come oggi possiamo percepire la realtà fisica. Fu grazie a questo che l’intero Insegnamento originale fù trasmesso ai primi Iniziati della prima civiltà post-atlantica, denominata paleo-indiana perché si insediò nel nord dell’India dopo il Diluvio che sommerse Atlantide. Un’altra caratteristica di queste civiltà era la loro memoria, che era predominante rispetto ad altre facoltà intellettuali. L’Insegnamento originale veniva per questo trasmesso oralmente, in forma cantata, da generazione in generazione, fino a quando le facoltà intellettuali più evolute cominciarono a diventare predominanti rispetto alla memoria. Fu in quel periodo, molto più tardi, che l’Insegnamento fu scritto nei quattro Veda giunti fino ai giorni nostri.3

I Veda ci raccontano, appunto, che l’Universo è la manifestazione di una coscienza superiore inconoscibile, il Para Brahman, che si è sempre trovata a monte dello spazio-tempo e lo è tutt’ora. Effettivamente l’idea di una coscienza superiore che esiste da sempre va fuori dall’umanamente comprensibile4 ed è un ottimo spunto di meditazione, tuttavia è più plausibile rispetto all’affermare che tutto si è creato per caso, da solo. Oltre ad essere più plausibile è anche più incoraggiante, dal momento che ci dice che la coscienza non ha bisogno di un supporto materiale come il cervello per esistere. Vedremo, in seguito, che il cervello e l’apparato psicofisico sono necessari all’entità umana immortale per acquisire autocoscienza e mantenerla anche nel regno spirituale.

Premesso questo, posso spingermi a rispondere che probabilmente siamo portati a unificare i concetti, a rappresentarci la realtà come un unica immagine, proprio perché sentiamo la spinta a conoscere questa coscienza eterna che ci ha generato. Essendo eterna, onnipresente e unica, la sua manifestazione materiale non può essere che una sola, sebbene estremamente complessa e diversificata. In effetti nella Bibbia è scritto che a crearci sono stati gli Elohim5, che a loro volta sono però emanazioni di questa entità inconoscibile. Tornerò su questi concetti più filosofici e religiosi nei prossimi articoli.

  1. La Coscienza dell’Atomo, di Alice A. Bailey. È un breve libro di circa 90 pagine che raccoglie una serie di conferenze tenute dall’autrice nell’inverno del 1921, in cui trattò delle allora ultime scoperte scientifiche circa il rapporto tra materia e coscienza. ↩︎
  2. Nel testo L’Iniziazione, Rudolph Steiner tramanda un insieme di esercizi pratici che servono ad affinare i sensi interiori, intesi come facoltà di immaginazione visiva, auditiva e cinestesica fino a rendersi conto di stare percendo una realtà ultrasensibile. Ci vuole tempo e dedizione. Serve anche l’aiuto di un Maestro o di una persona con capacità di veggenza per controllare se si sta effettivamente percependo le stesse “cose” o meno. ↩︎
  3. Una affascinante storia dell’evoluzione della Terra e dell’Uomo, alternativa a quella ufficiale, è raccontata dettagliatamente nella Scienza Occulta di Rudolph Steiner. ↩︎
  4. Recentemente ho letto un libro di Salvatore Brizzi, dal titolo Senza io e senza Dio, che offre parecchi spunti di riflessione in campo filosofico con lo scopo di attivare il nostro pensiero intuitivo e contemplativo, cioè quello che va oltre il normale ragionamento razionale, senza il quale sarebbe impossibile arrivare a concepire realtà ultrasensibili come questa. ↩︎
  5. La Scienza dello Spirito di Rudolph Steiner descrive gli Elohim come spiriti della forma, ovvero esseri viventi puramente spirituali, forze intelligenti che creano la forma, e perciò gli involucri corporei degli esseri umani. Indubbiamente sono esseri “alieni” rispetto alla Terra come sostiene Mauro Biglino, ma in una chiave di lettura completamente diversa. ↩︎

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